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INCIDENTE MORTALE SULLA GINESTRA-BARILE PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 13 Aprile 2010 17:25

VIABILITA’ 12-4-2010. INCIDENTE MORTALE SULLA GINESTRA-BARILE.

DI CHI LA RESPONSABILITA’ DI QUESTA MORTE.

SI E’ PERSO TEMPO NEL TROVARE FINANZIAMENTI.

 

 

Ginestra.

 

Morire per …irresponsabilità altrui. E’ quanto successo sulla fatidica stradadi nessuno, Barile-Ginestra nella prima mattinata dello scorso 12 aprile. Una panda 4x4 guidata da una 68enne di Melfi, E.Persiano, diretta a Venosa, a causa probabilmente del fondo stradale sdrucciolevole e viscido, in prossimità del ponte dell’Arcidiaconata, è sbandata ed ha finito la sua corsa nel ponte sottostante, dopo un volo di circa dieci metri, trascinando con se le barriere di ferro a protezione del ponte. Per la signora di Melfi non c’è stato nulla da fare, è deceduta sul colpo, nonostante subito dopo l’incidente sopraggiungeva l’elisoccorso. Una strada che nonostante i finanziamenti avuti per il suo miglioramento lo scorso 8 aprile, che va subito chiusa per la sua alta pericolosità. Le stesse barriere di ferro a protezione del ponte che dovrebbero proteggere chi sbanda si mantengono senza un minimo di garanzia per la sicurezza. Andrebbero sostituite, ma purtroppo nessuno lo fa. Di chi la colpa? Qualcuno ha delle responsabilità sulla morte di questa povera donna di Melfi!

 

I Comuni di Ginestra e Barile hanno fatto poca pressione presso la regione basilicata per far giungere i finanziamenti dei 700 mila euro, la Provincia in base ad un accordo istituzionale avvenuto lo scorso 16 settembre a Potenza, presso il dipartimento infrastrutture, non ha eliminato le pericolosità incombenti su questa strada ( sul ponte ci sono altre barriere di ferro divelte, e mai sostituite, da altre macchine incidentate); la regione Basilicata ha dato questo finanziamento dopo aver tenuto la pratica della Barile-Ginestra per alcuni mesi a stazionare sul tavolo del dirigente responsabile. Della pericolosità di questa strada, specie in condizioni di cattivo tempo, tutti lo sanno, ma nessuno è intervenuto per prevenire. Lo stesso consigliere comunale Aldo Tardugno, che lavora a Melfi, è ritornato dal lavoro alcune ore prima di questo incidente mortale, ha sottolineato: “sono rientrato alle 2 di notte, piovigginava, la strada era così viscida e pericolosa che si faceva fatica a controllare il proprio mezzo, anche per chi procedeva piano.

 

Avvicinato il Sindaco di Ginestra, Fabrizio Caputo su questo incidente mortale ha riferito: “Sono costernato per il tragico evento stradale nel quale una persona ha perso la vita. Il mio cordoglio va alla famiglia della vittima. E' questo il drammatico esempio della pericolosità di una strada che abbiamo denunciato alle istituzioni da ormai troppo tempo. Le condizioni di maltempo e la fatalità sono certo fattori incalcolabili ma rimane l'urgenza della messa in sicurezza"

 

Perché  non chiudere la strada?

 

“La chiusura della strada è stato un atto di minaccia da compiere nel caso in cui le istituzioni non avessero raccolto le nostre istanze. Ma alla luce degli impegni presi da Regione e Provincia e ancora di più a pochi giorni dal finanziamento degli interventi di sicurezza conseguenti alla formale provincializzazione, quell'atto sarebbe stato privo di qualsiasi razionale significato"

 

Il capolista del MIA, movimento imprenditori autonomi, Pasquale Cialdella , nella mattinata del 12 aprile 2010, che ha allertato il sottoscritto su questo ennesimo incidente purtroppo mortale, sulla strada Ginestra-Barile, ha aggiunto: “Alle ore 6,30 una signora  a bordo di una Fiat Panda, percorrendo la strada di nessuno, sbanda sul manto viscido  e fa un volo di circa otto metri, rimettendoci la vita.”

 

Questo è il risultato di quindici anni di malamministrazione del centro sinistra in Basilicata, nonché della Provincia e dei Comuni di Ginestra e Barile.

 

La strada Ginestra-Barile ed in particolare il viadotto in questione, presenta la mancata protezione in sicurezza ormai da anni, ed inoltre in seguito ai disparati incidenti che si sono succeduti, nessuno mai si è preoccupato del relativo ripristino e dell'adeguamento.

 

Le strade della Basilicata fruttano ogni giorno morti, ma l'interesse del nostro governo di Basilicata è rivolto alla creazione di carrozzoni politici per la spartizione della ricchezza”.

 

E ancora, nella veste di Presidente del SIMPREDIL, Sindacato delle Imprese Edili ed affini, Pasquale Cialdella si chiede come mai, gli ispettori della sicurezza dei vari enti, si preoccupano  dell'esposizione del tesserino di riconoscimento da parte dell'operaio su un cantiere, piuttosto che dei morti vittime delle strade, visto che queste ultime, fanno parte della cantieristica quotidiana e rappresentano un mezzo per raggiungere i posti di lavoro.

 

Una cosa è certa, chi non investe sulle infrastrutture ha…fallito, ed in Basilicata si fa poco per migliorare le strade, che dovrebbero rappresentare il biglietto da visita per raggiungere i paesi.

 

Lorenzo Zolfo 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Aprile 2010 17:35