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PELLEGRINAGGIO AD AREZZO ED ASSISI SULLE ORME DI SAN DONATO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 16 Giugno 2010 14:35

RIPACANDIDA. 31 MAGGIO-2 GIUGNO 2010.

LA PARROCCHIA SANTA MARIA DEL SEPOLCRO ORGANIZZA UN

PELLEGRINAGGIO AD AREZZO ED ASSISI SULLE ORME DI SAN DONATO

E SAN FRANCESCO.

 

 

Ripacandida.

 

La parrocchia Santa Maria del Sepolcro del centro vulturino organizza un pellegrinaggio ad Arezzo ed Assisi dal prossimo 31 maggio e fino al 2 giugno sulle orme di San Donato, patrono di Arezzo e Ripacandida e di San Francesco, la cui chiesa di San Donato di Ripacandida è gemellata con la Basilica di San Francesco in Assisi dal 2004. Questo pellegrinaggio è stato organizzato dal parroco Don Francesco Distasi. Sarà l’occasione per Ripacandida di visitare Arezzo e soprattutto la cattedrale dove è deposta la ricca arca marmorea del suo corpo con decine di formelli a cui hanno lavorato artisti insigni, narranti la vita e i miracoli di San Donato. La pro-loco di Ripacandida ha già avviato con Arezzo degli incontri per stringere dei gemellaggi in nome di San Donato.  Gemellaggio che si vive già con Assisi, grazie alla splendida chiesa di San Donato definita la “piccola Assisi” di Basilicata. Infatti, oltre al tipico impianto francescano ad aula unica, priva di transetto e con coro ettilineo, la chiesa di Ripacandida ha in analogia con la Basilica di Assisi tre campate voltate a crociera ogivale, esempio unico in tutta la regione, ed è affrescata all’interno per l’intera estensione delle superfici disponibili. E nel 2004 in Assisi, nella sala Papale della Basilica di San Francesco, fra questa Basilica e la chiesa di San Donato di Ripacandida, è stato sigliato, in forma solenne, un gemellaggio. Durante la ripetizione della cerimonia, avvenuta a Ripacandida, il 20 agosto del 2005, il custode della Basilica di Assisi, padre Vincenzo Coli, ha donato alla popolazione di Ripacandida una sacra reliquia di San Francesco, che viene gelosamente custodita dalle suore della chiesa di Ripacandida.

 

La chiesa di Ripacandida già  nel passato diventò da subito meta di pellegrinaggi delle contadine lucane che individuarono nel Santo Vescovo di Arezzo l’unico in grado di guarire i loro bambini affetti da una malattia, all’epoca, molto diffusa nella regione: l’epilessia, detta “male di San Donato”. Erano soprattutto i bambini ad essere portati a lui, si pretendeva la grazia di guarigione in nome di quello stretto rapporto psicologico esistente tra figlio e madre, che quest’ultima trasferiva al Santo.Per questo motivo il nome Donato è uno dei più diffusi in Basilicata assieme a quelli di Antonio e Rocco. Il grande e continuo flusso di fedeli imploranti la grazia, anche con la pratica dello “strascino” (strofinamento della lingua per terra) dal sagrato alla statua di San Donato, si ridusse a partire dagli anni settanta del novecento, anni  in cui si modificarono anche diverse manifestazioni devozionali.