• mag : 15 : 2013 - Sanità, consegnati defibrillatori in altri 16 Comuni
  • mag : 11 : 2013 - IL ”GLOBALISMO AFFETTIVO” APPRODA NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA DI RIPACANDIDA
  • mag : 6 : 2013 - CALCIO SECONDA CATEGORIA. PARITA’ TRA IL GINESTRACANDIDA ED IL SAVOIA
  • mag : 6 : 2013 - Il Globalismo Affettivo nella scuola dell’Infanzia Statale di Ripacandida (PZ)
  • apr : 27 : 2013 - RIPACANDIDA. 27 APRILE 2013. ELEZIONI COMUNALI. TRE LISTE CAPEGGIATE DA TRE ESPONENTI DEL PD SI CONTENDERANNO LA POLTRONA DI SINDACO

. GLI INTROITI SERVIRANNO AD ADEGUARE IL DUOMO ED A COSTRUIRE UN CAMPO DI CALCETTO. L’IDEA VENUTA AL PARROCO DEL PAESE, DON GILBERTO CIGNARALE.

.

Nonostante la crisi, c’è chi cerca di realizzare manifestazioni per migliorare il proprio paese. E’ il caso di Atella, dove il parroco, don Gilberto Cignarale,da pochi mesi trasferito da Ginestra, lancia un’idea, accolta dai suoi stretti collaboratori, organizzare un concerto con finalità benefiche con un big della canzone italiana i cui proventi serviranno all’adeguamento del Duomo, Santa Maria in Nives ed a costruire un campo di calcetto presso l’oratorio. Si procede a contattato Renzo Arbore e la sua orchestra italiana che immeditamente senza esitazione accetta questo invito. Viene stabilita la data, il 21 luglio alle ore 21 presso il campo sportivo del paese. Don Gilberto, non è la prima volta che organizza eventi del genere, prima del suo trasferimento ad Atella, è stato a Ginestra dove ha promosso altri concerti musicali, facendo giungere nel piccolo centro Massimo Ranieri e Marco Mengoni con l’obiettivo di completare il Santuario della Madonna di Costantinopoli, protettrice del paese ( non ancora completato). Il comitato organizzatore del concerto di Renzo Arbore motiva le finalità benefiche:“Il binomio musica e solidarietà, negli ultimi ha preso piede largamente, proponendosi come un’interessante soluzione per sostenere progetti di carattere sociale. La comunità di Atella, in seguito al sisma del 1980, si è vista privata per undici del Duomo come luogo di culto perché inagibile a causa dei danni subiti. Era tale il desiderio di vedere la Chiesa finalmente riaperta al culto, che si accelerarono i tempi di ultimazione dei lavori a tal punto da scegliere una soluzione provvisoria ed essenzialistica nella collocazione degli elementi liturgici. La provvisorietà di tale situazione divenne consuetudine e a distanza di trentadue dal la chiesa si vede ancora spoglia dell’attrattiva originaria. Sentito il parere favorevole dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali, oggi si è pensato di ultimare il lavoro cominciato, al fine di restituire tutto il fascino che caratterizzava il Duomo prima del . La bellezza estetica di una chiesa deve essere necessariamente riflesso della bellezza di una comunità aperta ai bisogni dei giovani e delle nuove generazioni, affinché ricevano il meglio per una crescita serena. Per sostenere tali progetti si è pensato di realizzare una serata di beneficenza con l’artista Renzo Arbore, notoriamente sensibile al recupero dell’arte, proprio perché ama rivisitare i pezzi classici della musica italiana, suscitando così, la curiosità delle nuove generazioni. Come lui stesso racconta: «La musica è il mezzo per non sentire il gap generazionale con i giovani, è lo strumento per comunicare con loro e per capirli. La riuscita dell’iniziativa ci consentirebbe, oltre l’adeguamento liturgico del Duomo, di regalare ai giovani atellani un campo da calcetto nel Centro giovanile “ Michele D’Annucci”.

La foto ritrae la locandina del concerto di Renzo Arbore.

FINALITA’ BENEFICHE:
Il binomio musica e solidarietà, negli ultimi anni ha preso piede largamente, proponendosi come un’interessante soluzione per sostenere progetti di carattere sociale.
La comunità di Atella, in seguito al sisma del 1980, si è vista privata per undici anni del Duomo come luogo di culto perché inagibile a causa dei danni subiti. Era tale il desiderio di vedere la Chiesa finalmente riaperta al culto, che si accelerarono i tempi di ultimazione dei lavori a tal punto da scegliere una soluzione provvisoria ed essenzialistica nella collocazione degli elementi liturgici. La provvisorietà di tale situazione divenne consuetudine e a distanza di trentadue anni dal terremoto la chiesa si vede ancora spoglia dell’attrattiva originaria.
Sentito il parere favorevole dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali, oggi si è pensato di ultimare il lavoro cominciato, al fine di restituire tutto il fascino che caratterizzava il Duomo prima del terremoto.
La bellezza estetica di una chiesa deve essere necessariamente riflesso della bellezza di una comunità aperta ai bisogni dei giovani e delle nuove generazioni, affinché ricevano il meglio per una crescita serena.
Per sostenere tali progetti si è pensato di realizzare una serata di beneficenza con l’artista Renzo Arbore, notoriamente sensibile al recupero dell’arte, proprio perché ama rivisitare i pezzi classici della musica italiana, suscitando così, la curiosità delle nuove generazioni. Come lui stesso racconta: «La musica è il mezzo per non sentire il gap generazionale con i giovani, è lo strumento per comunicare con loro e per capirli.»
La riuscita dell’iniziativa ci consentirebbe, oltre l’adeguamento liturgico del Duomo, di regalare ai giovani atellani un campo da calcetto nel Centro giovanile “Padre Michele D’AnnucciFINALITA’ BENEFICHE:
Il binomio musica e solidarietà, negli ultimi anni ha preso piede largamente, proponendosi come un’interessante soluzione per sostenere progetti di carattere sociale.
La comunità di Atella, in seguito al sisma del 1980, si è vista privata per undici anni del Duomo come luogo di culto perché inagibile a causa dei danni subiti. Era tale il desiderio di vedere la Chiesa finalmente riaperta al culto, che si accelerarono i tempi di ultimazione dei lavori a tal punto da scegliere una soluzione provvisoria ed essenzialistica nella collocazione degli elementi liturgici. La provvisorietà di tale situazione divenne consuetudine e a distanza di trentadue anni dal terremoto la chiesa si vede ancora spoglia dell’attrattiva originaria.
Sentito il parere favorevole dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali, oggi si è pensato di ultimare il lavoro cominciato, al fine di restituire tutto il fascino che caratterizzava il Duomo prima del terremoto.
La bellezza estetica di una chiesa deve essere necessariamente riflesso della bellezza di una comunità aperta ai bisogni dei giovani e delle nuove generazioni, affinché ricevano il meglio per una crescita serena.
Per sostenere tali progetti si è pensato di realizzare una serata di beneficenza con l’artista Renzo Arbore, notoriamente sensibile al recupero dell’arte, proprio perché ama rivisitare i pezzi classici della musica italiana, suscitando così, la curiosità delle nuove generazioni. Come lui stesso racconta: «La musica è il mezzo per non sentire il gap generazionale con i giovani, è lo strumento per comunicare con loro e per capirli.»
La riuscita dell’iniziativa ci consentirebbe, oltre l’adeguamento liturgico del Duomo, di regalare ai giovani atellani un campo da calcetto nel Centro giovanile “Padre Michele D’AnnucciFINALITA’ BENEFICHE:
Il binomio musica e solidarietà, negli ultimi anni ha preso piede largamente, proponendosi come un’interessante soluzione per sostenere progetti di carattere sociale.
La comunità di Atella, in seguito al sisma del 1980, si è vista privata per undici anni del Duomo come luogo di culto perché inagibile a causa dei danni subiti. Era tale il desiderio di vedere la Chiesa finalmente riaperta al culto, che si accelerarono i tempi di ultimazione dei lavori a tal punto da scegliere una soluzione provvisoria ed essenzialistica nella collocazione degli elementi liturgici. La provvisorietà di tale situazione divenne consuetudine e a distanza di trentadue anni dal terremoto la chiesa si vede ancora spoglia dell’attrattiva originaria.
Sentito il parere favorevole dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali, oggi si è pensato di ultimare il lavoro cominciato, al fine di restituire tutto il fascino che caratterizzava il Duomo prima del terremoto.
La bellezza estetica di una chiesa deve essere necessariamente riflesso della bellezza di una comunità aperta ai bisogni dei giovani e delle nuove generazioni, affinché ricevano il meglio per una crescita serena.
Per sostenere tali progetti si è pensato di realizzare una serata di beneficenza con l’artista Renzo Arbore, notoriamente sensibile al recupero dell’arte, proprio perché ama rivisitare i pezzi classici della musica italiana, suscitando così, la curiosità delle nuove generazioni. Come lui stesso racconta: «La musica è il mezzo per non sentire il gap generazionale con i giovani, è lo strumento per comunicare con loro e per capirli.»
La riuscita dell’iniziativa ci consentirebbe, oltre l’adeguamento liturgico del Duomo, di regalare ai giovani atellani un campo da calcetto nel Centro giovanile “Padre Michele D’AnnucciFINALITA’ BENEFICHE:
Il binomio musica e solidarietà, negli ultimi anni ha preso piede largamente, proponendosi come un’interessante soluzione per sostenere progetti di carattere sociale.
La comunità di Atella, in seguito al sisma del 1980, si è vista privata per undici anni del Duomo come luogo di culto perché inagibile a causa dei danni subiti. Era tale il desiderio di vedere la Chiesa finalmente riaperta al culto, che si accelerarono i tempi di ultimazione dei lavori a tal punto da scegliere una soluzione provvisoria ed essenzialistica nella collocazione degli elementi liturgici. La provvisorietà di tale situazione divenne consuetudine e a distanza di trentadue anni dal terremoto la chiesa si vede ancora spoglia dell’attrattiva originaria.
Sentito il parere favorevole dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali, oggi si è pensato di ultimare il lavoro cominciato, al fine di restituire tutto il fascino che caratterizzava il Duomo prima del terremoto.
La bellezza estetica di una chiesa deve essere necessariamente riflesso della bellezza di una comunità aperta ai bisogni dei giovani e delle nuove generazioni, affinché ricevano il meglio per una crescita serena.
Per sostenere tali progetti si è pensato di realizzare una serata di beneficenza con l’artista Renzo Arbore, notoriamente sensibile al recupero dell’arte, proprio perché ama rivisitare i pezzi classici della musica italiana, suscitando così, la curiosità delle nuove generazioni. Come lui stesso racconta: «La musica è il mezzo per non sentire il gap generazionale con i giovani, è lo strumento per comunicare con loro e per capirli.»
La riuscita dell’iniziativa ci consentirebbe, oltre l’adeguamento liturgico del Duomo, di regalare ai giovani atellani un campo da calcetto nel Centro giovanile “Padre Michele D’AnnucciIl binomio musica e solidarietà, negli ultimi anni ha preso piede largamente, proponendosi come un’interessante soluzione per sostenere progetti di carattere sociale.
La comunità di Atella, in seguito al sisma del 1980, si è vista privata per undici anni del Duomo come luogo di culto perché inagibile a causa dei danni subiti. Era tale il desiderio di vedere la Chiesa finalmente riaperta al culto, che si accelerarono i tempi di ultimazione dei lavori a tal punto da scegliere una soluzione provvisoria ed essenzialistica nella collocazione degli elementi liturgici. La provvisorietà di tale situazione divenne consuetudine e a distanza di trentadue anni dal terremoto la chiesa si vede ancora spoglia dell’attrattiva originaria.
Sentito il parere favorevole dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali, oggi si è pensato di ultimare il lavoro cominciato, al fine di restituire tutto il fascino che caratterizzava il Duomo prima del terremoto.
La bellezza estetica di una chiesa deve essere necessariamente riflesso della bellezza di una comunità aperta ai bisogni dei giovani e delle nuove generazioni, affinché ricevano il meglio per una crescita serena.
Per sostenere tali progetti si è pensato di realizzare una serata di beneficenza con l’artista Renzo Arbore, notoriamente sensibile al recupero dell’arte, proprio perché ama rivisitare i pezzi classici della musica italiana, suscitando così, la curiosità delle nuove generazioni. Come lui stesso racconta: «La musica è il mezzo per non sentire il gap generazionale con i giovani, è lo strumento per comunicare con loro e per capirli.»
La riuscita dell’iniziativa ci consentirebbe, oltre l’adeguamento liturgico del Duomo, di regalare ai giovani atellani un campo da calcetto nel Centro giovanile “Padre Michele D’Annucci”.

Articoli che ti potrebbero interessare

Categories: Atella, Primo piano

Lascia un commento


  • Archivio

  • Installa l’applicazione mobile